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Società Dante Alighieri

Dante Gesellschaft e.V.

Comitato di Stoccarda

Stuttgart

italiano deutsch

Presentazione della società Dante Alighieri di Stoccarda

Riproduciamo l'intervista rilasciata da Cesare De Marchi a «Oltreconfine» (marzo/aprile 2003, pagg. 18-20) in occasione della sua elezione a nuovo presidente della Dante Alighieri di Stoccarda nel gennaio 2003.

Che cos'è la Società Dante Alighieri?

È un'associazione indipendente, che si finanzia mediante le quote d'iscrizione e le offerte dei suoi membri, nonché mediante l'organizzazione di viaggi culturali, e il cui fine è la diffusione della conoscenza dell'Italia e della cultura italiana in senso lato. Qui a Stoccarda la Dante Alighieri esiste da poco più di cinquant'anni. Gli iscritti (alcuni dei quali della prim'ora, fedeli da cinquant'anni…) sono in massima parte tedeschi, ma sarebbe bello se crescesse il numero degli iscritti italiani…

Che cosa fa in concreto la Dante Alighieri di Stoccarda?

Organizza manifestazioni culturali in lingua tedesca o bilingui, che hanno ad oggetto un carattere, un aspetto della cultura italiana: la pittura, la letteratura, la musica, il cinema, la scienza; in ciò la Dante si avvale anche di una cooperazione avviata di recente con l'Istituto di Romanistica dell'università di Stoccarda e con la Musikhochschule; in un prossimo futuro alcune manifestazioni di particolare impegno organizzativo verranno realizzate in stretta collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura, che a ciò ha offerto una generosa disponibilità. Una parte significativa dell'attività della Dante Alighieri sono poi i viaggi culturali e le visite guidate a mostre d'arte figurativa: il 26 aprile prossimo, ad esempio, andremo alla mostra «Venetianische Meisterwerke» di Engen. Tra le conferenze segnalerò quella tenuta nello scorso gennaio da Frank Baasner sul film italiano come espressione di una mentalità culturale e quella dello scorso febbraio di Götz Thieme su Ennio Morricone, il prossimo maggio avremo Silke Leopold che parlerà di Fellini e la musica classica; io stesso ho tenuto nello scorso ottobre una conferenza dal titolo «Che cos'è un romanzo?».

La Dante di Stoccarda organizza anche corsi di lingua italiana?

Lo ha fatto fino a qualche anno fa, ora non più. La gestione dei corsi di italiano (a parte quelli della Volkshochschule) è affidata al Verein der Freunde des Italienischen Kulturinstituts; peraltro grazie ad un accordo di mutua collaborazione gli iscritti alla Dante Alighieri usufruiranno delle stesse facilitazioni dei membri del Verein.

Che ragioni suggerisce di iscriversi alla Dante?

Lei intende: perché un ammiratore dell'Italia, o quantomeno una persona interessata al Paese e alla sua cultura, dovrebbe iscriversi alla Dante. Le risponderò francamente: per rendere possibile, con un contributo finanziario minimo, la realizzazione e meglio ancora l'ampliamento del suo programma di diffusione della conoscenza della cultura d'Italia. Ci sono anche alcuni vantaggi materiali, come sconti nella partecipazione ai viaggi o alle visite guidate o (come ho già detto) nella tassa d'iscrizione ai corsi di lingua; ma Le dirò apertamente che esser membro della Dante Alighieri è soprattutto un atto consapevole diretto a sostenere la cultura italiana a Stoccarda.

Chi è il nuovo presidente della Dante di Stoccarda? e qual è il suo programma?

Sono un intellettuale italiano; ho scritto quattro romanzi, uno dei quali ha avuto importanti riconoscimenti, ho scritto saggi di argomento filosofico e letterario, e in particolare ho curato edizioni italiane di classici tedeschi: il mio interesse per la letteratura tedesca costituisce una parte importante delle motivazioni per le quali dal 1995 vivo in Germania. Quanto al mio programma, alle mie idee relativamente alla Dante Alighieri di Stoccarda, desidererei semplicemente potenziare l'attività prevista dallo statuto della Società: invitare qualche personalità in più dall'Italia, per offrire agli amanti del mio Paese un'idea il più larga e precisa possibile di ciò che è oggi la cultura italiana. Non si deve credere che, per il fatto di essere un letterato, io voglia dare alla letteratura un posto privilegiato: vorrei invece che, accanto ai letterati, fossero presenti musicisti, pittori, scienziati e ricercatori, traduttori e lessicografi, esperti di turismo e di culinaria. Un posto particolare avrà il «caffè culturale», un punto d'incontro in un caffè del centro, dove italiani e tedeschi interessati all'Italia possano incontrarsi e scambiarsi opinioni, leggere, ascoltare e intervenire in entrambe le lingue. È un programma di lungo respiro, senza dubbio; e soprattutto è chiaro che esso potrà essere attuato soltanto se crescerà il numero degli iscritti e, con ciò, le disponibilità finanziarie della Dante Alighieri. Diciamo che è una sfida: ma una sfida che val la pena accettare.